UN TOCCO DI ZENZERO

 

mercoledi 30 aprile 2008 - spettacolo unico ore 21.00 -


Regia e sceneggiatura Tassos Boulmetis Fotografia Takis Zervoulakos Montaggio George Mavropsaridis Scenografia Olga Leontiadou Musiche Evanthia Reboutsika Interpreti George Corraface, Tassos Bandis, Basak Köklükaya, Ieroklis Michailidis, Renia Louizidou, Stelios Mainas, Markos Osse, Tamer Karadagli.

GRECIA/TURCHIA 2003 - 108 minuti

 

“Un tocco di zenzero” è la storia di un viaggio, il viaggio geografico che il protagonista, Fanis Iakovidis, compie nella Istanbul di oggi e allo stesso tempo un viaggio dell’anima nella Istanbul degli anni ’50, dove egli ha trascorso la sua infanzia. Ad Istanbul lo vediamo ricevere le sue prime lezioni, all’età di 7 anni circa, dal suo mentore e nonno, che possiede un meraviglioso dono, quello di saper interpretare gli eventi della vita con delle parabole e di saper usare le spezie per descrivere i fenomeni naturali e i rapporti umani. Nonno Vassilis è anche proprietario di un piccolo negozio di spezie, la sua filosofia di vita del è legata all’amore e alla conoscenza delle spezie, dell’arte culinaria e dell’astronomia, passioni che trasmette con trasporto al giovane Fanis. All’inizio degli anni ’60, Fanis e la sua famiglia, composta prevalentemente da greci, vengono costretti a lasciare Istanbul e a trasferirsi ad Atene, lasciando il nonno. Il ragazzo trova difficoltà nell’ambientarsi ad Atene. Spera di poter cucinare per il nonno e per la sua amica Saime, quando verranno a trovarlo... La storia è in gran parte autobiografica per il regista e sceneggiatore Tassos Boulmetis, anch’egli cacciato nel 1964 da Istanbul, quando le tensioni politiche tra Grecia e Turchia per il possesso di Cipro toccarono il culmine; tensioni politiche che tuttora faticano a risolversi tra i due paesi. Un tale peso della storia e della politica, però, non viene illustrato in maniera pedante in “Un tocco di zenzero”, ma si avverte nel piccolo della quotidianità dei personaggi, o in alcuni brevi scambi di dialogo; tali eventi hanno strappato via un pezzo di vita ai protagonisti e ne hanno compromesso il resto, ma in maniera anche nascosta. È uno dei tanti meriti della sceneggiatura, un buon lavoro pieno di rimandi interni al testo e piccoli tocchi di commedia e grottesco quanto basta: come un piatto in cui le spezie sono dosate a puntino. Un pezzetto di vita che si snoda con piacere, senza profondità ma con molta umanità. Record d’incassi greci, atmosfera da idillio collettivo tra cibi e pianeti.