ACROSS THE UNIVERSE

 

LUNEDI 14 gennaio 2008 - ore 20.15 e 22.15 -


Regia: Julie Taymor Sceneggiatura: Dick Clement, Ian La Frenais Fotografia: Bruno Delbonnel Montaggio: Françoise Bonnot Musiche: Elliot Goldenthal Interpreti: Evan Rachel Wood, Jim Sturgess, Joe Anderson, Dana Fuchs, Martin Luther McCoy. Produzione: Revolution Studios Distribuzione: Sony Pictures.

STATI UNITI 2007 - 133 minuti

Anni '60. Jude, un giovane inglese partito per l'America, alla ricerca del padre emigrato tanti anni prima, giunto negli Stati Uniti, s'innamora di Lucy, il cui fratello viene richiamato alle armi ed arruolato per andare a combattere in Vietnam. I due innamorati vivono pienamente il vento di libertà del periodo, lasciandosi coinvolgere con energia dalle proteste di rivolta e dalle lotte pacifiste. La storia viene raccontata attraverso trentatre canzoni dei Beatles, rivisitate e cantate dagli stessi attori protagonisti del film, con l’inserimento di alcuni volti noti della storia del rock, quali Joe Cocker e Bono Vox. “Across the Universe” è un ben singolare musical per come riesce ad amalgamare la storia, privata e sociale degli anni Sessanta/Settanta, attraverso i testi delle memorabili canzoni, che trovano nuovo smalto e dimostrano ancora una volta l’intramontabilità del celebre quartetto, anche grazie agli originali e coinvolgenti arrangiamenti di Elliot Goldenthal. La regista Julie Taymor (un pedigree di tutto rispetto a teatro, e due lungometraggi “Titus” e “Frida”), accantonato il pretesto di voler raccontare una storia d’amore, lascia alla musica, complici gli ottimi arrangiamenti, il compito di guidare l’intero film, illustrando con immagini efficaci i brani di Lennon e McCartney, portando lo spettatore in uno spazio luminescente e caleidoscopico, che si apre di volta in volta alle splendide coreografie di Daniel Ezralow, fondatore dei celebri Momix. Alcune sequenze risaltano tra tutte: la statua della libertà che calpesta e distrugge il territorio del Vietnam, o ancora il reclutamento coatto di adolescenti inesperti e terrorizzati per la guerra del Vietnam, che, sulle note di “I want you” costituisce un riuscito omaggio a “The wall” dei Pink Floyd. Il momento più intenso con “Strawberry fields forever”: un'esplosione visionaria di fragole che cadono sul suolo del Vietnam, spargendo su corpi e su pareti bianche il loro succo rosso che diventa un disperato grido di disperazione e di ribellione.