NELLA VALLE DI ELAH

 

LUNEDI 31 marzo 2008 - ore 20.15 e 22.15 -


Regia: Paul Haggis Sceneggiatura: Paul Haggis Fotografia: Roger Deakins Montaggio: Jo Francis Musiche: Mark Isham Interpreti: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, Susan Sarandon, James Franco, Jason Patrick Produzione: Samuels Media, Summit Entertainment, NALA Films Distribuzione: Mikado.

STATI UNITI 2007 - 119 minuti

64ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia In Concorso

Nella Valle di Elah racconta la storia di un veterano di guerra, Hank Deerfield, di sua moglie e della ricerca del loro figlio, un soldato scomparso misteriosamente appena rientrato dall’Iraq. Hank Deerfield si fa due giorni di viaggio per recarsi alla base militare dov’è di stanza il figlio, che non si è presentato all’appello. L’intenzione sarebbe quella di ritrovarlo e riportarlo sulla retta via. Giunto alla meta scopre non solo che il figlio è stato brutalmente assassinato, scoprirà anche i terribili risvolti umani che si celano dietro alla terribile esperienza della guerra in Iraq… Con “Nella valle di Elah” Paul Haggis si aggiunge alla (per ora) corta lista di quelli che in terra americana stanno tentando di riflettere lucidamente sull’inafferrabile tragedia che è il secondo conflitto iracheno. Haggis utilizza un calibratissimo e perfetto stile classico, da buona tradizione del cinema liberal hollywoodiano, per descrivere la dolorosa presa di consapevolezza di un padre che capisce di aver mandato a morire il figlio in una guerra assurda. Ma non solo, lentamente e terribilmente affiora nell’animo di Hank Deerfield, a cui dona un volto un monumentale Tommy Lee Jones, tutta la dolente costernazione che può dare la scoperta di aver fatto riferimento ad un errato sistema di valori per tutta una vita. Piano piano si fa strada in lui un tarlo odioso. E la sua immagine eroica e fasulla da ex soldato si incrina, si stropiccia e si distorce in un cupo incubo. Questo fa di “Nella valle di Elah” un film capace di ritrarre a pieno il declino dei valori fondanti la democrazia americana, e fa ben capire perché sia stato ignorato dal pubblico di casa: i padri sono convinti di aver mandato i figli in guerra per una buona causa, e quando vengono smentiti il loro orrore e dolore si moltiplica.