MEDUSE
LUNEDI 3 marzo 2008 - ore 20.15 e 22.15 -
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Regia: Shira Geffen, Etgar Keret Sceneggiatura: Shira Geffen Fotografia: Antoine Héberlé Montaggio: François Gédigier Musiche: Christopher Bowen Interpreti: Sarah Adler, Tsipor Aizen, Bruria Albek, Ilanit Ben-Yaakov, Assi Dayan, Miri Fabian, Shosha Goren, Tzahi Grad, Johnathan Gurfinkel, Amir Harel, Tami Harel. Produzione: Lama Productions Ltd., Les Films du Poisson. Distribuzione: Sacher Film. ISRAELE/FRANCIA 2007 - 78 minuti
Festival del Cinema di Cannes 2007 Camera d’Or Premio Miglior Opera Prima Il giorno del suo matrimonio, Keren si rompe una gamba e deve così rinunciare alla sua luna di miele ai Caraibi... Una misteriosa bambina uscita dalle acque del mare cambia la vita di Batya, la giovane donna che la trova e che lei segue come un’ombra... Joy, una domestica immigrata, riesce senza accorgersene a rinforzare il legame tra un’anziana donna e la figlia... In un allegro disordine ognuno cerca il suo posto, l’amore, l’oblio o il ricordo, perché così è la vita a Tel Aviv... “Meduse” è un affresco surreale e poetico su una Tel Aviv affogata dal sole, trasognata da personaggi eccentrici e grotteschi, percorsa da sottili inquietudini il cui minimo comun denominatore è il progressivo accantonamento della parola come mezzo comunicativo privilegiato. Poetico, tristemente dolce, malinconico eppure colorato: il primo film della coppia esordiente Keret-Geffen non può che commuovere e affascinare sin dalle prime inquadrature. L'attenzione per i particolari, i tagli di ripresa, la tavolozza pittorica e le sottili geometrie sono al contempo meticolosi e impressionanti. Mentre si susseguono momenti di vero stupore, viviamo la lirica del silenzio, che lascia spazio ai rumori quotidiani, bellissimi da riscoprire. E' così che gli occhi di una bambina venuta dal mare, insieme ai suoi sorrisi, risvegliano in noi immagini e ricordi ancestrali, cullati dalla colonna sonora, impalpabile ma sapientemente presente. I due autori tessono le loro trame con rigore e lucida attenzione, arrivando a comunicare un raffinato e toccante afflato poetico. Una pellicola che conserva una freschezza e un’originalità nella narrazione veramente fuori del comune. |
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