COME L'OMBRA
LUNEDI 12 maggio 2008 - spettacolo unico ore 21.00 -
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Regia: Marina Spada Sceneggiatura: Daniele Maggioni Fotografia: Sabina Bologna, Giorgio Carella Immagini: Gabriele Basilico Montaggio: Carlotta Cristiani Musiche: Tommaso Leddi Interpreti: Anita Kravos, Parolina Dafne, Paolo Pierobon, Patrizia Oliati, Loris Carraio, Graziella Comana, Lorenzo Lastrucci, Cristina Corradi, Alessandro Codaglio, Alessandro Stellucci. Produzione: Ombre Film, Film Kairòs Distribuzione: Istituto Luce. ITALIA 2006 - 87 minuti Come vuole l’ombra staccarsi dal corpo Il racconto ruota intorno alla storia di due donne: la trentenne Claudia e Olga, una ragazza ucraina un po’ più giovane. Claudia lavora in un’agenzia di viaggi e la sera studia russo. La sua vita si svolge con una continuità abitudinaria cui lei non oppone resistenza; solo piccole manie compulsive fanno da contrappunto alla routine quotidiana. Una sera al corso di russo si presenta un nuovo insegnante di origine ucraina, Boris, un quarantenne di bell’aspetto e dall’aria intelligente. Tra Boris e Claudia nasce poco a poco un’attrazione. Una sera di fine luglio torna a farsi vivo Boris: deve trovare un posto dove sistemare una “cugina” venuta dall’Ucraina a cercare fortuna. Nella vita di Claudia arriva così Olga: tra le due si stabilisce, dopo la diffidenza iniziale, un rapporto di complicità e Claudia riconsidera la propria esistenza, stimolata dalla naturalezza con cui Olga agisce... Ritratto elegante e poetico di una città invisibile e dello sguardo di una donna, la costruzione dell'immagine è molto accurata nel rispecchiare la personalità della protagonista, “Come l’ombra” è un film non convenzionale: nei tagli, nelle inquadrature, nei colori con cui la fotografia di Gabriele Basilico ritrae una Milano estiva quasi disabitata. Porta alla luce una Milano nascosta. Le vite di Claudia e della sua famiglia, come quelle di molti altri, scorrono lente e malinconiche, tra gli edifici enormi delle periferie. Marina Spada si muove tra i palazzi e i ritrovi degli immigrati, e tra le loro abitazioni fatiscenti, entra in modo delicato, nell’altro mondo della metropoli, quello desolato, abbandonato a se stesso, per confrontarsi e indagarlo con discrezione e partecipazione. |
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