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Regia WANG QUAN’AN Soggetto e Sceneggiatura LU WEI, WANG QUAN’AN Fotografia LUTZ REITEMEIER Montaggio WANG QUAN’AN Scenografia WEI TAO Costumi LU YI Musiche LU YINGCHUN. Personaggi e interpreti Tuya YU NAN, Bater BA TE ER, Sen Ge SEN GE, Baolier PENG HONGXIANG.
CINA 2006 - 92 minuti
Berlinale Film Festival 2006 Orso d’oro Miglior Film
Sinossi
Una dichiarazione d’amore per una donna e per una terra che sta trasformandosi rapidamente. Di entrambe “Il matrimonio di Tuya” traccia la forza e la bellezza e canta la poetica resistenza. È questo il senso che Wang Quan’an dona alla vicenda di Tuya, donna sposata con un uomo malato che, per continuare a curare i suoi terreni in una regione della Mongolia cinese e prendersi cura dei suoi figli, si vede costretta a divorziare, per poi cercare un uomo in grado di aiutarla a badare alla sua casa e alle persone che ama, compreso il suo futuro ex marito. Un'opera sulla Cina rurale capace di muoversi tra dramma, commedia e sguardo documentaristico, senza che nessun livello prevalga sugli altri. Il regista sa rendere il suo racconto straordinariamente vero, ma senza fermarsi ad una narrazione scarna e minimalista. Questo grazie ad una scrittura che ha l’apporto dell’esperto Lu Wei, già sceneggiatore di Zhang Yi-Mou e Chen Kai-Ge, capace di fondere l'ambientazione naturalistica, i paesaggi sono inquadrati in campi lunghi di inconsueta poesia, con il minimalismo neorealista di una storia privata. In cui non mancano note umoristiche che donano a tratti alla vicenda un sapore di commedia agrodolce. Una storia di forza e di coraggio femminili che si fa simbolo della Mongolia e delle sue usanze ancora antiche. Il cuore pulsante del film, sia nella storia come nel modo di rappresentarla, è in questa simbiosi fra la donna e la terra, che si compenetrano e completano, nella furia degli eventi che attraversa la Cina contemporanea.
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