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Regia e Sceneggiatura JIA ZHANG-KE Fotografia NELSON YU LIK-WAI Montaggio KONG JING-LEI Scenografia LIANG JING DONG Costumi LIU QIANG. Musiche LIM GIONG. Personaggi e interpreti Han HAN SAN-MING, Hang WANG HONG-WEI, Lui ZHAO TAO, Lan LI ZHUBIN, Feng HUANG YONG.
CINA/HONG KONG 2006 - 105 minuti
Mostra del Cinema di Venezia 2006 Leone d’Oro Miglior Film
Sinossi
Il fiume Yangtze è il più lungo d’Asia, attraversa da est a ovest tutta la Cina. Il fiume passa attraverso le Gole di Yangtze dette “le tre gole” dove da oltre quaranta anni è partito il progetto idrico Three Gorges. Il termine dei lavori è previsto per il 2009, quando dietro alla diga si formerà un lago immenso, rendendo obbligatorio il trasferimento di oltre un milione di persone e sommergendo permanentemente molti luoghi. In questo apocalittico scenario Jia Zhang-ke, l’autore più significativo della splendida onda cinematografica cinese, realizza un racconto che mette in primo piano proprio la violenza contro il paesaggio, contro il villaggio quale luogo della memoria. Nel film, la città di Fengjie è quasi interamente sommersa, ma il nuovo quartiere che sorgerà nei dintorni è ancora in costruzione. Ci sono cose da salvare e cose da lasciare, persone che ritornano e che cercano qualcuno o qualcosa in un panorama geografico e umano sconvolto. Han, un minatore, è tornato alla ricerca della sua ex-moglie e di sua figlia che non vede da sedici anni. Shen Hong è un’infermiera in cerca del marito che ha lasciato due anni prima… Jia Zhang-ke, resuscita la natura morta, riesce a trovar vita anche tra le macerie e la polvere dell’esistenza, grazie al convergere di una duplice capacità. La prima è quella di raccontare la Cina senza retorica, con sguardo diretto, puntando alla sua profonda umanità, come suggerisce il titolo originale cinese “Sanxia Haoren” che significa “la brava gente delle Tre Gole”; la seconda è l’impagabile cura visiva, quasi pittorica, nella composizione dell’immagine, volta a costruire uno sguardo semplice e profondo al contempo.
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