Hugo Cabret

Un film coinvolgente, fiabesco, colto e divertente. Questo è “Hugo Cabret”, la pellicola presentata alla sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma nel 2011, diretta da Martin Scorsese. È la magica storia di un orfano e del suo incontro con Georges Méliès, tra favola, tristezza, tenerezza e fantasia. Hugo Cabret infatti vive nella stazione ferroviaria di Montparnasse a Parigi e si occupa del corretto funzionamento dell’orologio della stazione.

ingranaggio

Dalla morte del padre vive li e da lui ha ereditato l’amore e l’abilità nel riparare i meccanismi e gli ingranaggi più complessi, tanto che si dedica alla riparazione di un vecchio automa, l’unica cosa che gli resta del padre. Nel frattempo conosce un burbero signore e Isabelle, che lo aiuterà nel suo percorso alla ricerca della veritá. I loro destini si incroceranno e l’automa svelerà un passato lontano, che porterá i protagonisti all’origine della fabbrica dei sogni, alla nascita di quella settima arte che cambierà il mondo per sempre. È la storia di destini che si incontrano sul palcoscenico di una vita che prende sempre strade diverse, ma che pone il suo protagonista comunque sotto i riflettori.

Un racconto tratto dal romanzo di Brian Selznick “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret”, il primo film nel quale il Maestro si cimenta con la tecnologia del 3D. Il film si é aggiudicato 5 Oscar su 11 nomination, tra gli altri anche ai nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per la scenografia e un Golden Globe a Martin Scorsese come miglior regista. Un film, il suo, che celebra con amore e ammirazione la nascita di un certo cinema fantastico, quello inaugurato da Méliès, servendosi proprio delle nuove tecnologie.

© stillkost - Fotolia


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